

Al fine di contribuire al dibattito scientifico, rispetto ai temi e ai problemi connessi all’impatto dei fenomeni demografici sul mercato del lavoro, è indetta una selezione rivolta a quanti/e tra dottorandi/e, assegnisti/e di ricerca e ricercatori/trici nell’area del diritto del lavoro, della sicurezza sociale e delle relazioni industriali, intendano offrire un contributo, anche valorizzando modalità di ricerca interdisciplinari e analisi empiriche, alla comprensione dell’evoluzione normativa, giurisprudenziale e contrattuale sulle tematiche sopra indicate.
A questo fine si sollecita l’invio di abstract (utilizzando il FORMAT qui scaricabile) entro e non oltre il 31 maggio 2024, ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
• Valeria.Fili@uniud.it
• Tiraboschi@unimore.it
In seguito alla valutazione degli abstract da parte del Comitato scientifico, gli/le autori/trici, selezionati entro il 30 giugno 2024, verranno invitati a redigere un saggio da discutere nell’ambito di un seminario di approfondimento, che si terrà orientativamente tra novembre e dicembre 2024, con invio della bozza di contributo entro il 15 ottobre 2024.
Gli abstract e i saggi inviati devono essere inediti e comunque non sottoposti alla valutazione per la pubblicazione in riviste o in volumi. Sarà poi cura del Comitato scientifico promuovere la pubblicazione dei saggi in un volume collettaneo.
Le proposte di contributi potranno riguardare, a titolo puramente esemplificativo, i seguenti temi:
A. Andamento demografico e mercato del lavoro
Il costante calo delle nascite che l’Italia ha registrato negli ultimi cinquant’anni ha determinato un forte divario tra le persone che entrano e quelle che escono dalla fascia dell’età lavorativa, portando ad una complessiva decrescita della forza lavoro. Sebbene tale decremento sia stato relativamente contenuto nel tempo grazie all’aumento dell’occupazione e a un saldo migratorio positivo, esso è destinato a incrementare in futuro a causa sia del pensionamento dei c.d. baby boomers, sia della riduzione stimata del numero di migranti stranieri che partecipano al mercato del lavoro. Per cercare di contenere gli effetti negativi della crisi demografica e limitare la perdita di forza lavoro sarà, pertanto, necessario intervenire sia con un’attentata programmazione dell’immigrazione regolare, anche in considerazione dell’impatto progressivamente sempre più rilevante che avranno le c.d. migrazioni ambientali, sia con un potenziamento delle misure volte a favorire la partecipazione al mercato del lavoro, puntando soprattutto sull’incremento della componente femminile, ancora fortemente sottorappresentata.
I contributi potranno approfondire, ad esempio: le misure di politica attiva per l’occupazione; la normativa in materia di flussi e quote dei lavoratori migranti stranieri, anche in relazione al possibile ingresso nel mercato del lavoro dei c.d. migranti ambientali; le politiche e azioni per aumentare il tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro; le misure di contrasto alle discriminazioni nell’accesso al lavoro.
B. Giovani e mercato del lavoro
L’andamento negativo del saldo demografico della popolazione in età lavorativa produce effetti sulla forza lavoro in termini non solo numerici, ma anche qualitativi. Il ridimensionamento delle coorti di giovani lavoratori che accedono al mercato del lavoro limita, infatti, il rinnovamento delle competenze e l’ingresso della forza lavoro giovanile, che è mediamente più qualificata, non compensa la massiccia fuoriuscita di lavoratori anziani con profili a minore specializzazione. In questo scenario si assiste, da un lato, ad una crescente difficoltà di soddisfare il fabbisogno di competenze richieste dalle aziende, cui neppure il lavoro dei migranti, tipicamente occupati in settori e attività dove vi è carenza di offerta, riesce a supplire e, dall’altro lato, al disallineamento tra le competenze possedute e le mansioni effettivamente svolte dai lavoratori. Entrambi i fenomeni si ripercuotono negativamente sulla crescita economica e sui livelli di produttività e richiedono di agire per garantire un’offerta di lavoro qualificata e rispondente alle esigenze del mercato.
I contributi potranno approfondire, ad esempio: la connessione tra professionalità in entrata e richieste del mercato; il mismatch tra domanda e offerta di lavoro; il Fondo Nuove Competenze; il rafforzamento del sistema di orientamento scuola-formazione-lavoro; le politiche e le azioni per diminuire i NEET; la precarietà giovanile e i contratti atipici; l’apprendistato; i percorsi formativi e di qualificazione professionale e il ruolo delle parti sociali.
C. Anziani, salute e mercato del lavoro
L’invecchiamento della popolazione comporta un’asimmetria nella composizione della forza lavoro, sbilanciata verso le fasce più anziane. Assicurare l’inclusione e la permanenza nel mercato del lavoro dei soggetti anziani risulta essenziale per le ricadute sulla loro sfera personale, relazionale, sociale ed economica, nonché per quelle sull’intero sistema di welfare, ma al tempo stesso pone i datori di lavoro di fronte alla necessità di adeguare alle esigenze specifiche di tali lavoratori i propri modelli organizzativi e produttivi, gli ambienti e i tempi di lavoro, i percorsi formativi e di aggiornamento delle competenze, le misure di tutela della salute e della sicurezza. A tale ultimo riguardo, considerato che dopo i 65 anni aumenta moltissimo il rischio di malattie croniche, una questione di particolare rilievo concerne le condizioni di lavoro di tali persone, particolarmente vulnerabili a causa delle proprie condizioni fisiche, e talvolta disabili o inabili al lavoro, come pure le condizioni di lavoro dei prestatori che sono chiamati ad occuparsi, nell’ambito del settore della cura, di coloro che, ad esempio a causa dell’età o di condizioni patologiche, necessitano di un’assistenza quotidiana, più o meno continuativa.
I contributi potranno approfondire, ad esempio: l’allungamento dell’età pensionabile e la conseguente la permanenza (forzata) nel mercato del lavoro; la formazione permanente e per il ricollocamento; le politiche di lifelong learning, reskilling e upskilling; l’invecchiamento attivo, anche alla luce della legge delega in materia di politiche in favore delle persone anziane (l. n. 33/2023); le misure di conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita dei lavoratori più anziani; il lavoro e il rientro al lavoro dopo la malattia dei soggetti affetti da patologie croniche o trapianti; le discriminazioni per fattore anagrafico e quelle fondate sulla disabilità; le condizioni di lavoro dei caregivers.
Nella fase di selezione una particolare attenzione sarà riservata agli abstract finalizzati a far emergere, ove possibile, le connessioni tra i diversi temi sopra indicati e che dimostrino la capacità di integrare il ragionamento teorico con quello volto ad affrontare casistiche e questioni di stampo più pratico.
Comitato scientifico:
Cristina Alessi (Università degli Studi di Brescia)
William Chiaromonte (Università degli Studi di Firenze)
Marco Esposito (Università degli Studi di Napoli Parthenope)
Valeria Filì (Università degli Studi di Udine)
Marco Gambacciani (Università degli Studi Roma Tre)
Michele Tiraboschi (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia)
Comitato organizzatore:
Paolo Bernardo (Università degli Studi Roma Tre)
Claudia Carchio (Università degli Studi di Udine)
Maria Giovanna Elmo (Università degli Studi di Napoli Parthenope)
Arianna Ferraguzzo (Università degli Studi dell’Insubria)
Federico Micheli (Università degli Studi di Brescia)
Samuele Renzi (Università degli Studi di Firenze)