Progetti di ricerca dei soci
La mappatura riguarda solo progetti di rilevanza nazionale e internazionale finanziati e in corso.
La pagina viene aggiornata sulla base delle informazioni che i Soci e le Socie inviano spontaneamente alla Segreteria dell’AIDLASS.
Per ogni comunicazione scrivere a: segreteria@aidlass.it
Ali-Menti - Per un'alimentazione sicura: diritti, regole, valori nella filiera della carne
Principal Investigator
- Piera Campanella (Università degli studi di Urbino Carlo Bo)
2024.
CARE4CARE - We care for those who care
Principal Investigator
- Maria Luisa Vallauri (Università degli studi di Firenze)
2025.
Il progetto We care for those who care è stato finanziato nell’ambito del Programma Horizon Europe con un contributo complessivo di € 2,739,012.
Il progetto indaga in una prospettiva comparata e multidisciplinare le condizioni di lavoro di lavoratori e lavoratrici che svolgono attività di assistenza alla persona in sei Stati membri dell’UE (Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Svezia), nell’ottica di sviluppare strumenti adeguati per migliorare la qualità del lavoro e contrastare le discriminazioni nel settore.
Target del progetto sono i lavoratori e le lavoratrici che prestano assistenza alla persona, impiegati nei settori pubblico e privato, nelle economie formali e informali, in particolare: infermieri, OSS, OSA, badanti.
Sul piano scientifico, i risultati attesi sono:
1) realizzazione di rapporti nazionali e di rapporti comparati sulle condizioni di lavoro e sulle discriminazioni nel settore, nei sei Paesi interessati;
2) valutazione, in una prospettiva psicosociale, della percezione delle condizioni di lavoro e della consapevolezza dei diritti da parte degli operatori.
Sul piano delle ricadute sociali, i risultati attesi sono:
1) creazione di un modello di analisi e regolamentazione del settore che possa essere replicato in altri Paesi europei e proposta di strategie di intervento per i paesi coinvolti nella ricerca e per le istituzioni europee;
2) progettazione e sperimentazione di percorsi formativi per sindacati, associazioni datoriali, rappresentanti di associazioni di famiglie, finalizzati a dotare questi soggetti di conoscenze e competenze sulle strategie più efficaci per riconoscere la vulnerabilità dei lavoratori dell’assistenza, migliorare la qualità del lavoro e valutare le discriminazioni nel settore anche attraverso una contrattazione collettiva più efficace;
3) sviluppare una piattaforma web che fornisca informazioni accessibili sulle condizioni di lavoro degli operatori sanitari, nelle lingue dei paesi ad alto tasso di immigrazione.
Digital economy, new technologies and worker health protection
Principal Investigator
- Marco Mocella (Universitas Mercatorum)
2026.
DIS/CONNESSIONE: Lavoro e Diritti nella Rivoluzione di Internet
Principal Investigator
- Davide Casale (Università degli studi di Bologna)
PRIN.
.
2025.
Il presente progetto focalizza l’attenzione sui problemi giuridici di regolazione del lavoro che emergono nella c.d. Quarta rivoluzione industriale, ossia quella tecnologica. La ricerca mira, in primo luogo, a verificare, anche in una prospettiva europea e comparata, in che misura l’ordinamento giuridico italiano sia provvisto degli strumenti necessari per rispondere alle nuove esigenze di contemperamento tra efficienza produttiva e tutela delle persone che lavorano. Ambisce, in secondo luogo, a proporre soluzioni alle predette problematiche.
A tali scopi, le 4 Unità di ricerca (Università di Bologna, Udine, Venezia Cà Foscari e Napoli), intendono analizzare diversi profili di disciplina dei rapporti di lavoro e dell’organizzazione dell’impresa, per individuare i punti di forza ma soprattutto per evidenziare i limiti e le lacune normative che i nuovi fenomeni nel mondo dell’industria e del lavoro impongono di affrontare e colmare. Questo tema postula anche punti di vista non strettamente lavoristici; sicché il progetto svilupperà l’analisi anche di profili di diritto civile e commerciale (spec. privacy, proprietà intellettuale, concorrenza, mercati).
EASY - Eco-innovative Arrangements for Sustainable employabilitY
Principal Investigator
- Angela Festa (Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”)
2024.
EASY è un progetto interdisciplinare e interdipartimentale finanziato dall’Ateneo Vanvitelli mediante il programma Fundamental and applied research projects dedicated to young researchers (CUP B63C23000650005).
Nel contesto della transizione digitale ed ecologica, l’obiettivo del progetto è quello di indagare la modalità di lavoro agile come uno degli strumenti eco-innovativi più utili ed efficaci per promuovere l’occupabilità sostenibile, garantendo giuste condizioni di vita e di lavoro.
In particolare, la ricerca esaminerà non solo i punti di forza dello smart working e le misure concrete per promuoverlo, ma anche le criticità, incluso il significativo impatto psicosociale sui dipendenti, soprattutto quelli più vulnerabili, con particolare attenzione al divario di genere. L’analisi si concentrerà, inoltre, sulla ridefinizione della “politica del tempo” e sui rischi di confini sempre più sfumati tra lavoro retribuito e vita privata, cercando la corretta individuazione del diritto alla disconnessione. Lo scopo ultimo del progetto è quello di prevenire le moderne forme di workaholism, favorire un uso corretto delle nuove tecnologie e costruire una cultura di cittadinanza organizzativa dove le relazioni siano positive e orientate all’obiettivo comune.
La proposta progettuale sarà declinata mediante un approccio interdisciplinare, che prevede di attingere opportunamente da più discipline, muovendo dal Diritto del Lavoro per incrociare il Diritto dell’Unione Europea, il Diritto Costituzionale, la Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, il Diritto Internazionale Comparato e Privato e la Sociologia delle Organizzazioni.
ESCAPES - Experimental Sustainable & Collective Architectural Places for Employees-Carers
Principal Investigator
- Michela Bassanelli (Politecnico di Milano)
2026.
Essere o insegnare? Essere giuristi del lavoro o insegnare diritto del lavoro. Interazioni tra scienza giuridica e didattica universitaria nell'ambito delle scienze sociali
Principal Investigator
- Marco Novella (Università degli studi di Genova)
2026.
Il progetto di ricerca concentra l’attenzione sul rapporto tra scienza del diritto e didattica, con particolare attenzione all’ambito del diritto del lavoro. Nei periodi di transizione, come quello attuale, in cui le trasformazioni sociali, economiche e tecnologiche inducono a ripensare il ruolo del diritto pare necessario verificare se la didattica, compresa quella a distanza, debba essere riprogettata.
Nella prima fase della ricerca, di carattere teorico, si vuole comprendere, con riferimento al diritto del lavoro, la correlazione tra evoluzione della scienza giuridica, contenuti dell’insegnamento e metodi didattici adottati. A tale fine, si svolgerà un’analisi critica dei manuali della materia, in una prospettiva sincronica e diacronica, per comporre il quadro scientifico e culturale in cui è inserita la didattica del diritto del lavoro e per offrire una mappa dei temi di insegnamento e dei legami con le diverse concezioni della scienza giuridica.
La seconda fase della ricerca intende verificare quali siano i contenuti del diritto del lavoro attualmente insegnato, le differenze a seconda del corso di laurea di riferimento, nonché le modalità didattiche principalmente utilizzate. A ciò si aggiunge l’intenzione di comprendere in che modo le forme della didattica innovativa, e anche della DAD, condizionino i contenuti e la struttura dei corsi. Tali informazioni saranno raccolte attraverso un questionario da sottoporre ad un campione rappresentativo di docenti e discenti di diritto del lavoro italiani.
Nella terza fase della ricerca, sulla base dei risultati delle fasi precedenti, sarà formulata una proposta concernente gli obiettivi educativi e formativi della didattica del diritto del lavoro, attraverso l’elaborazione di linee guida per l’insegnamento fedeli allo statuto scientifico e culturale della materia, ma allo stesso tempo modulabili in funzione dei destinatari.
Didactics, labour lawyers, labour law, handbooks, innovations, legal clinic.
ESP - Jean Monnet Chair in European Social Policy
Principal Investigator
- Emanuele Menegatti (Università degli studi di Bologna)
2027.
La cattedra Jean Monnet in European Social Policy “ESP” mira ad approfondire le questioni rilevanti legate al rinnovato impegno sociale dell’UE, proclamato nel 2017 con il Pilastro europeo dei diritti sociali e rilanciato nel 2021 a Porto in risposta alla crisi pandemica.
L’obiettivo della cattedra Jean Monnet in European Social Policy (ESP) è quello di fare il punto sull’attuazione del Pilastro a cinque anni dalla sua proclamazione, diffondendo i relativi risultati attraverso attività di insegnamento e ricerca.
Attraverso una serie di attività di ricerca, corsi, seminari e momenti di sensibilizzazione, ESP mira a raggiungere una comprensione profonda e completa della politica sociale europea e del suo impatto nella vita dei cittadini europei, sia come singoli che come lavoratori.
EULA - Jean Monnet Module in EU Law for Algorithm
Principal Investigator
- Emanuele Menegatti (Università degli studi di Bologna)
2025.
Il modulo Jean Monnet “EULA – EU Law for Algorithm” analizza l’impatto degli algoritmi nel quadro del diritto dell’Unione Europea. Promuove lo studio di questo impatto da diverse prospettive, quali il diritto del lavoro, il diritto privato, il diritto commerciale e il diritto sanitario. Attraverso diverse linee di ricerca, corsi, seminari e attività di sensibilizzazione, EULA mira a raggiungere una comprensione profonda e completa dell’uso degli algoritmi e delle app nella vita delle persone. I principali beneficiari saranno gli studenti iscritti alle lauree di primo e secondo ciclo in Informatica, Economia Aziendale e Sociologia di Bologna, Forlì e Cesena.
EXPLOIT - LAVORO SFRUTTATO. UNO STUDIO INTERDISCIPLINARE SULLE POLICIES PER LA PREVENZIONE DELLO SFRUTTAMENTO LAVORATIVO
Principal Investigator
- Madia D’Onghia (Università degli studi di Foggia)
2025.
EXPLOIT è un progetto dedicato al lavoro sfruttato, il cui obiettivo è di pervenire all’individuazione di policies efficaci per la prevenzione del fenomeno. Si tratta di un progetto innovativo per metodologia (interdisciplinare e intersettoriale), oggetto della ricerca (approccio multidimensionale e multifattoriale allo sfruttamento lavorativo) e risultati finali (Video reportage e Manuale digitale).
Nell’ambito del progetto EXPLOIT le 4 Unità di progetto, sotto il coordinamento del Principal investigator, opereranno lungo le seguenti direttrici:
1)far emergere i problemi strutturali che sono causa dello sfruttamento e le contraddizioni tra policies prettamente punitive, messe in campo per contrastarli;
2)riflettere criticamente sulla capacità del diritto del lavoro di garantire un’effettiva tutela preventiva contro lo sfruttamento in connubio con altre discipline giuridiche.
EXPLOIT propone una ricerca che allo studio teorico della materia sappia affiancare un’indagine sul campo, riferita – nei territori coperti dalle diverse unità di ricerca – ad almeno alcuni dei settori entro cui il fenomeno si concentra. Al tal fine, i primi 2 mesi saranno dedicati alla selezione dei comparti produttivi e, al loro interno, dei casi studio. La ricerca proseguirà, poi, nei successivi 12 mesi, con un’analisi quanti/qualitativa – da parte di tutte le Unità di ricerca, in costante interazione tra loro – dei singoli casi selezionati, esplorando la complessità del fenomeno e specificandone dimensioni e caratteristiche. Alla stregua delle risultanze così prodotte, si guarderà alle policies e ai relativi precipitati normativi in materia per valutarne contraddizioni e criticità in una logica di prevenzione (più che di repressione) del fenomeno.
Gli esiti della ricerca confluiranno all’interno di un video reportage e di un Manuale digitale per la prevenzione dello sfruttamento lavorativo, alla cui predisposizione e disseminazione saranno dedicati gli ultimi 10 mesi del progetto.
4EGE - For an Effective Gender Equality: certification and other best practices
Principal Investigator
- Eva Desana (Università degli studi di Torino)
2026.
Il progetto è vincitore del finanziamento per l’HUB “Genere e sostenibilità sociale” costituito dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, nell’ambito del finanziamento Mur per i Dipartimenti di Eccellenza 2023-2027 e rivolto a progetti di ricerca empirici, transdisciplinari e intersettoriali a forte impatto sociale, in sinergia con attori del territorio e reti nazionali ed internazionali.
Le unità del gruppo di ricerca sono così composte:
- Area di diritto commerciale: Eva Desana e Riccardo Russo (univ. Torino)
- Area di diritto del lavoro: Daniela Izzi, Mariapaola Aimo, Anna Fenoglio (univ. Torino)
- Area di diritto tributario: Stefania Gianoncelli (univ. Torino)
- Area di politica economica: Marina Della Giusta (univ. Torino)
- Area di filosofia del diritto: Maria Borrello, Tullia Penna (univ. Torino)
Obiettivo del progetto è quello di fornire un contributo, anche in termini di ricerca empirica e con un approccio interdisciplinare, al tema del contrasto al gender gap e alle persistenti discriminazioni verso le donne presenti in ambito economico-lavorativo, prestando particolare attenzione al recente strumento della certificazione volontaria della parità di genere introdotto in Italia in attuazione del PNRR.
Il progetto di ricerca persegue i seguenti obiettivi specifici:
1) valutare l’efficacia della certificazione di parità di genere, analizzando diversi profili critici della stessa e, più in particolare: a) l’adeguatezza dei Key Performance Indicators (KPI) previsti dalle linee guida UniPDR 125:2022; b) l’effettività del sistema di controllo degli organismi di parità di genere e delle rappresentanze sindacali a livello aziendale; c) l’idoneità delle misure di premialità (introdotte dall’art. 5 l. 162/2021) e degli incentivi economici e normativi previsti dal codice dei contratti pubblici (art. 108, comma 7, d.lgs. 36/2023);
2) valutare gli eventuali incentivi fiscali da adottare per la promozione di misure aziendali per le pari opportunità, esaminando gli effetti che possono derivare dall’utilizzo degli incentivi fiscali genericamente intesi e individuando gli strumenti fiscali più idonei al fine di perseguire al meglio l’obiettivo e minimizzare i rischi e le esternalità negative (in primis il “pink washing”);
3) collegare la migliore implementazione della certificazione di parità di genere con altre proposte di intervento, favorendo un approccio olistico, simile alle esperienze di altri Paesi (come la Francia, che ha recentemente adottato la Loi Rixain).
Sono partner del progetto: Uni – Ente Italiano di Normazione, Sogei s.p.a., CSI Piemonte, Torino Città per le donne, la Consigliera di Parità Regione Piemonte.
Gerarchia e mercato nelle trasformazioni dell’impresa globale, digitale e robotica. Metamorfosi dei poteri datoriali e diritti dei lavoratori
Principal Investigator
- Giampiero Proia (Università degli studi di Roma Tre)
Globalizzazione, digitalizzazione e automazione determinano le trasformazioni delle imprese, incidendo su modalità produttive, organizzative e relazioni di lavoro. Le forme di integrazione del lavoro (anche atipico e non subordinato) nell’organizzazione produttiva – Mercato, Condivisione e Gerarchia – convivono, assumendo connotazioni nuove o più complesse, e proiettano cangianti effetti su tipologie di lavori, modelli contrattuali e regole di disciplina.
I fattori che costituiscono il motore delle trasformazioni (economici, scientifici, tecnologici) presentano opportunità di progresso, ma anche insidie per la persona che lavora, tanto più nel contesto di una concorrenza mondiale non regolata e di crisi economiche cicliche. La ricerca intende indagare come tali trasformazioni incidano su natura, caratteristiche e modalità di esercizio dei poteri dell’imprenditore nei confronti di chi presta lavoro a qualsiasi titolo, quali siano i rischi specifici che ne derivano per la realizzazione dei principi di dignità, libertà e sicurezza sanciti dalla Costituzione, quali siano le risposte dell’ordinamento giuridico sul piano della delimitazione di quei poteri e della garanzia di quei principi. Il tutto anche nella prospettiva di definire una “carta” dei diritti dei lavoratori nell’era digitale e globotica.
La molteplicità e la interconnessione dei temi di indagine sollecitano un approccio metodologico pluridisciplinare, che si svolgerà attraverso l’analisi: a) delle principali tendenze delle trasformazioni organizzative delle imprese; b) delle forme di scomposizione e ricomposizione dei cicli produttivi (accordi societari e altre modalità di esternalizzazione); c) dei nuovi lavori collegati all’economia digitale; d) dei riflessi sugli assetti di potere delle parti contrattuali; e) delle soluzioni normative del diritto europeo e internazionale e del diritto comparato, tenendo presente che la fluidità dei confini dell’impresa richiede livelli più ampi di integrazione regolativa.
INSPIRE - STRATEGIE DI INCLUSIONE ATTRAVERSO LA PARTECIPAZIONE NEL LAVORO PER IL BENESSERE ORGANIZZATIVO
Principal Investigator
- Marina Brollo (Università degli studi di Udine)
PRIN.
2026.
La pandemia ha accelerato le trasformazioni del lavoro, accentuando le diseguaglianze, con l’esclusione degli svantaggiati nel mercato e dei fragili nel rapporto.
L’Agenda 2030 pone tra le priorità la riduzione della diseguaglianza all’interno delle e fra le nazioni, il potenziamento e la promozione dell’inclusione sociale, economica e politica di tutti, a prescindere da età, sesso, disabilità, razza, etnia, origine, religione, stato economico o altro. L’inclusione sociale e territoriale costituisce una delle priorità trasversali del PNRR.
Se, da un lato, si tratta porre fine a una ingiustizia per i singoli, dall’altro l’obiettivo è quello di evitare uno spreco di risorse e talenti per la collettività, in un contesto alla ricerca di innovazione per un’economia sempre più complessa e globale, in cui l’inclusione delle diversità è ormai riconosciuta come elemento fortemente propulsivo.
Nel nostro ordinamento, l’inclusione sociale si realizza nel e attraverso il lavoro. Finora tale questione è stata affrontata nel modo classico, imperniato su doveri e rimedi, ma tali strategie non prendono in considerazione le esigenze e le scelte di lavoratrici e lavoratori. Inoltre tali strategie agiscono sul lato dell’offerta di lavoro, trascurando il lato della domanda. Resta così in ombra l’art. 46 Cost. che rappresenta uno strumento possibile, ma inattuato.
La ricerca si propone di: Chiarire cosa si intenda per inclusione, attraverso un’indagine delle prassi esistenti; Individuare i principi e le norme concernenti l’inclusione negli ambienti di lavoro; Delineare sistemi facilitanti la valorizzazione delle persone nel lavoro, attraverso un ripensamento di organizzazione, modelli di gestione e norme vigenti; Sviluppare modelli idonei a realizzare un’inclusione “partecipata”, nella prospettiva del benessere “comune”, alla luce delle criticità che emergeranno dall’indagine sul campo e dell’analisi delle prassi esistenti, anche in un’ottica deflattiva del contenzioso.
Labour law and global value chains
Principal Investigator
- Andrea Bollani (Università degli studi di Pavia)
2025.
Marco Mocella (Università Mercatorum); Pasquale Passalacqua (Università degli studi di Roma “Tor Vergata”).
LIVEABLE - LABOUR AS A DRIVER OF SUSTAINABLE DEVELOPMENT
Principal Investigator
- Valeria Filì (Università degli studi di Udine)
2025.
La pandemia da COVID-19 ha portato alla ribalta il ritardo italiano nell’attuazione degli OBIETTIVI dell’ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile. La sostenibilità è una condizione necessaria per soddisfare le necessità sia delle generazioni attuali sia di quelle future.
La pandemia ha dimostrato che la chiusura di attività produttive non essenziali potrebbe avere un effetto positivo sull’ecosistema. Tuttavia, il blocco delle imprese non essenziali ha sottolineato l’insostenibilità di politiche che possono contribuire solo a realizzare obiettivi ambientali, ignorando quelli economici e sociali. In altre parole, la pandemia ha dimostrato la stretta interrelazione tra il lavoro e gli altri aspetti della SOSTENIBILITÀ.
Questo progetto parte dalla considerazione della centralità del lavoro non solo per la realizzazione dell’Obiettivo 8 dell’Agenda ONU, espressamente dedicato al lavoro dignitoso e alla crescita economica, ma anche per gli altri Obiettivi. Infatti, il “lavoro dignitoso” stimola una crescita economica sostenibile e inclusiva. L’idea è quella di abbandonare la dimensione individuale, fatta di diritti egoistici, per arrivare ad una nuova dimensione collettiva che leghi gli stakeholder gli uni agli altri, all’ambiente e alle società
in cui agiscono. Per raggiungere questo risultato (non più differibile), si intende testare la legislazione sociale e del lavoro italiana al fine di identificarne punti di forza e di debolezza secondo la prospettiva degli obiettivi dell’Agenda 2030 e adottando un approccio multi e interdisciplinare.
NetWork - Reti d'imprese e sostegno all'occupazione
Principal Investigator
- Ilario Alvino (Università degli studi di Roma “La Sapienza”)
PRIN.
2026.
Lucio Imberti (Università degli studi di Bergamo).
Il progetto affronta in modo organico e innovativo lo studio del fenomeno delle reti di imprese nella prospettiva specifica di ricostruire (e progettare) gli strumenti che le imprese possono utilizzare per sfruttare l’aggregazione imprenditoriale: come volano per la crescita occupazionale; come percorso per favorire la crescita, l’aggiornamento e la ristrutturazione delle competenze professionali dei lavoratori nel contesto contemporaneo investito dalle trasformazioni dovute alla transizione digitale, ecologica e energetica; come metodo per fronteggiare situazioni di dissesto economico e finanziario, anche in un’ottica di salvaguardia dell’occupazione.
Il progetto di ricerca mira a realizzare i seguenti obiettivi:
1)realizzare un’analisi della effettiva diffusione in Italia delle pratiche collaborative;
2)approfondire la fattispecie e la disciplina della codatorialità;
3)costituire un osservatorio interdisciplinare finalizzato a monitorare l’effettivo ricorso alle pratiche collaborative;
4)realizzare iniziative convegnistiche, seminari, nonché corsi di alta formazione aventi la finalità di stimolare una cultura dell’aggregazione e formare sulle competenze tecniche necessarie a realizzare pratiche imprenditoriali collaborative.
5)realizzare pubblicazioni, sia scientifiche sia di carattere divulgativo, che contribuiscano a diffondere la cultura dell’aggregazione imprenditoriale e a fornire le conoscenze tecniche necessarie;
6)elaborare proposte di riforma della disciplina vigente sulla base delle criticità emerse nel corso dell’analisi;
7)verificare la possibilità di implementare l’utilizzo della tecnologia dei registri condivisi (i.e. blockchain) per rafforzare gli strumenti di tutela dei lavoratori impiegati nei contesti di collaborazione inter-imprenditoriale, nonché per realizzare più efficaci sistemi di allerta e di rilevazione preventiva della crisi.
NgPA- Next Generation PA: Digital Transformation For An Innovative Public Administration
Principal Investigator
- Gianluca Gardini (Università degli studi di Ferrara)
Il gruppo di ricerca intende esaminare l’impatto delle regole che governano la transizione digitale sull’attività amministrativa e sulle infrastrutture (Università di Ferrara) nonché sull’organizzazione del lavoro e sui rapporti di lavoro nella P.A. (Università di Trieste). L’analisi connessa a questi obiettivi sarà svolta anche attraverso l’individuazione di due obiettivi trasversali al lavoro di ricerca delle altre unità, ossia l’impatto della transizione digitale sulla protezione dei dati e, più in generale, sulla privacy dei cittadini (Università di Chieti-Pescara) e le ricadute dei processi di digitalizzazione sulla tutela dei diritti fondamentali in termini di cittadinanza digitale ed eguaglianza di opportunità (Università di Trieste).
Politiche attive del lavoro, divari Nord-Sud e aree di crisi. I nuovi programmi per lo sviluppo territoriale, le transizioni e il mercato del lavoro: ruolo degli attori pubblici e delle parti sociali
Principal Investigator
- Anna Maria Alaimo (Università degli studi di Catania)
PRIN.
2025.
Laura Tebano (Università degli studi di Napoli Federico II), Valerio Speziale (Università degli studi di Chieti-Pescara), Luisa Corazza (Università degli studi del Molise).
A distanza di sette anni dal riordino della normativa in materia di politiche attive del lavoro e servizi per l’impiego, il PNRR, assieme ai fondi del programma Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe genera grandi aspettative di miglioramento dell’efficienza del sistema degli accessi al mercato del lavoro. Per soddisfare tali aspettative sono necessari interventi che incidano anche sulla struttura normativa che regola il mercato del lavoro delle transizioni. Dopo avere individuato le principali criticità dell’attuale sistema delle PAL, la ricerca si propone di valorizzare il nesso tra PAL e formazione, in un contesto in cui alle transizioni tipiche relative agli accessi, alle ricollocazioni nell’impiego e alla formazione si aggiungono le transizioni che riguardano il sistema delle imprese (transizione digitale e transizione verde). In questo nuovo scenario, la formazione e lo sviluppo di nuove competenze può costituire una leva fondamentale per favorire lo sviluppo dei territori e la ricomposizione dei divari territoriali (con particolare riferimento al Sud e alle aree interne). Le linee della ricerca si orientano su tre piani: strategie, soggetti e strumenti.
Le strategie mirano ad incentivare la formazione nell’ambito di un piano di sviluppo che agisce sul lato della domanda, stimolando la nascita di un nuovo modello di sviluppo territoriale.
Quanto ai soggetti, la ricerca mira a ridisegnare spazi e modi di operare dei SPI e a rilanciare il ruolo delle parti sociali, attraverso la valorizzazione della contrattazione collettiva – soprattutto decentrata – che riconnette la gestione della crisi alle PAL. Gli strumenti sono invece incentrati, seguendo le linee del programma GOL, sulla programmazione negoziata territoriale.
Lo strumento su cui la ricerca si concentra è orientato a valorizzare la personalizzazione dei percorsi di inserimento e re-inserimento nel mercato del lavoro e degli interventi da parte dei servizi competenti.
SafetyChain - SafetyChain: Social Blockchain for Implementation of a Digital Wallet for Occupational Health and Safety Training.
Principal Investigator
- Silvia Ciucciovino (Università degli studi di Roma Tre)
PRIN.
2025.
The proposal aims at designing and implementing a prototype of “DWS” – Digital Wallet for Safety at Work Training based on Blockchain for the certified registration of training on health and safety in the workplace: an innovative tool to reduce workplace accidents and improve safety compliance, usable for further compliance with safety and other areas.
The DWS is in line with regulations that have recently strengthened training obligations from a preventive perspective, through the introduction of the National Information System for Prevention. The proposal could be considered a part of Missions 5 and 1 of the Italian Next Generation EU Plan – hereinafter the “PNRR”. The DWS is an example of a social blockchain as it produces positive social impacts in terms of safety, prevention and risk assessment. Experimentation of the DWS will initially cover the construction sector, particularly exposed to the risk of injury.
The DWS will be referred to the employee and will track the individual training history in a digital, precise, and non-falsifiable form. The DWS guarantees transparency, durability, traceability, and data portability and trust between economic operators and workers. It will also trigger virtuous processes of “selection” of suppliers in public and private contracts.
DWS is useful for evaluating and monitoring the correlation between training and accidents. DWS also facilitates impact assessments of training processes, improves training planning and the efficient use of public and private resources.
DWS will achieve these results: optimize planning and monitoring of training; enhance the skills of workers and their portability; spread a culture of safety and prevention; facilitate regulatory compliance and trust; improve planning of supervision and the bonus in the amount of INAIL tariffs; increase awareness and responsibility of the workers; reduce public spending; contribute to the achievement of the PNRR objectives.
Salari Legge e Contrattazione collettiva in Italia ed Europa
Principal Investigator
- Vincenzo Bavaro (Università degli studi di Bari “Aldo Moro”)
PRIN.
2024.
La ricerca si propone di effettuare una ricognizione analitica e completa di ogni profilo relativo al diritto alla retribuzione/corrispettivo nel sistema giuridico nazionale italiano. In particolare, la ricerca sarà finalizzata a indagare tutto il sistema giuridico salariale alla luce delle due questioni enunciate dalla Direttiva UE 2022/2040: l’adeguatezza del salario e la copertura totale del diritto al salario adeguato.
Quanto al primo profilo, obiettivo della ricerca è di considerare le diverse nozioni giuridiche interne di salario e, segnatamente, quella costituzionale di derivazione giurisprudenziale, quella contrattuale collettiva e quella utile a fini giuspubblicistici (quali il calcolo dei contributi previdenziali o la determinazione dei costi orari in gare di appalto pubblico) o di conformità ai dettami europei (ad esempio in materia di distacco transfrontaliero).
Quanto, invece, al profilo della copertura, la ricerca si pone l’obiettivo di mappare le variabili che attualmente riguardano il sistema giuridico salariale italiano, con riferimento agli ambiti di applicazione dei CCNL, dalla cui proliferazione deriva una significativa differenziazione salariale, e all’effettivo grado di copertura dei salari contrattuali, atteso che le fonti attualmente utilizzate, soprattutto a livello internazionale, sono presuntive e non verificate.
Infine, un tratto caratterizzante della proposta di ricerca riguarda la comparazione del sistema italiano così analizzato con le principali esperienze dei Paesi europei, tanto più nella prospettiva dell’eventuale approvazione della proposta di direttiva UE sul salario adeguato.
SUNRISE-Sustainable solutions for social and work inclusion in case of chronic illness and transplantation
Principal Investigator
- Valeria Filì (Università degli studi di Udine)
PRIN.
2026.
Il progetto di ricerca mira a studiare e proporre strategie e misure per migliorare gli strumenti normativi esistenti per fornire nuove opportunità per l’inclusione sociale e il ritorno al lavoro delle persone sottoposte a trapianto o che soffrono di malattie croniche. Dopo il periodo di malattia e di recupero, il loro ritorno alla vita attiva potrebbe ancora essere caratterizzato da cattive condizioni di salute. L’inclusione sociale e professionale di queste persone è estremamente rilevante e potrebbe influenzare la loro vita personale, relazionale, sociale ed economica, nonché quella dei loro familiari. La sostenibilità del sistema di sicurezza sociale è anche messo alla prova dalla longevità e dal costo delle prestazioni sociali. Attraverso l’analisi dell’attuale quadro normativo, sarà possibile individuare i punti di forza e di debolezza delle misure finora previste dai legislatori nazionali per garantire che i lavoratori sottoposti a trapianto e quelli affetti da malattie croniche rientrino al lavoro. Questa indagine permetterà di avanzare proposte di riforma per promuovere l’efficacia di politiche di inclusione e delle risorse investite. A tal fine, questo progetto di ricerca non si concentrerà solo sulle regole giuridiche e sui percorsi istituzionali per tornare al lavoro, ma analizzerà anche il ruolo delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva.
TELOS - Transparency in Employment and Labour markets for inclusive Organisations and Societies
Principal Investigator
- Stefano Maria Corso (Università degli studi di Milano “Statale”)
PRIN.
2026.
L’obiettivo generale del Progetto è quello di analizzare il tema della trasparenza da quattro diverse prospettive. Partendo da una ricognizione dello stato dell’arte del concetto di trasparenza nel settore pubblico (obiettivo 1), la ricerca procederà a individuare e descrivere come questo concetto stia iniziando a trovare applicazione – anche attraverso l’impatto delle nuove tecnologie (obiettivo 2) – in aree del settore privato particolarmente centrali e/o poco o per nulla oggetto di studi specifici, in particolare per quanto riguarda le nuove tecniche di tutela nel mercato del lavoro (obiettivo 4) o nelle organizzazioni di rappresentanza e nei sistemi di relazioni industriali (obiettivo 3). A livello sistematico, inoltre, l’aumento dell’informazione, in tempi di “ipercomunicazione”, rischia di favorire un’accessibilità solo apparente alla conoscenza, accumulando notizie e informazioni senza un’adeguata interpretazione. La ricerca si propone quindi di: – chiarire cosa si intende per trasparenza nei luoghi di lavoro (pubblici e privati), attraverso un’indagine sulla legislazione e sulle pratiche esistenti; – individuare i principi e le regole che riguardano la trasparenza nei luoghi di lavoro; – delineare sistemi che facilitino la valorizzazione delle politiche possibili, attraverso un ripensamento dell’organizzazione, dei modelli di gestione e delle normative vigenti, tenendo conto delle criticità che emergeranno dall’indagine concreta e dall’analisi delle pratiche esistenti.
TIME?- ‘Time-less’ Workers? Legal Challenges in Work Activities Managed by Objectives and Without Scheduled Working Hours – Lavoratori “senza tempo”? Questioni giuridiche riguardanti i rapporti di lavoro gestititi per obiettivi e senza vincoli orari predefiniti
Principal Investigator
- Vito Sandro Leccese (Università degli studi di Bari “Aldo Moro”)
2025.
Il progetto si propone di fornire un’analisi giuridica delle condizioni di lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici “senza tempo”. Si tratta di lavoratori e lavoratrici altamente qualificati, smart-worker che prestano il proprio lavoro a distanza, professionisti in diversi settori e molte altre categorie di lavoratori che, nell’economia della conoscenza, svolgono le loro mansioni senza orari di lavoro programmati e sono gestiti per obiettivi, organizzando autonomamente il proprio orario. Sebbene i lavori “senza tempo” siano sempre esistiti, la loro presenza diventa particolarmente rilevante nei moderni mercati del lavoro, in cui l’organizzazione della prestazione è sempre più svincolata dai vincoli spazio-temporali e i confini contesi fra subordinazione e autonomia tendono a sfumare. Se, da un lato, il lavoro “senza tempo” offre un grande potenziale in termini di capabilities, dall’altro comporta numerose sfide: oltre ai rischi legati alla salute e alla sicurezza, la qualificazione del lavoro “senza tempo” pone questioni di natura giuridica e istituzionale di non agevole soluzione. Questo progetto si propone, in particolare, di svelare la complessità giuridica del lavoro “senza tempo” e di renderla conoscibile ai fini scientifici e legislativi, con l’obiettivo finale di rafforzare la posizione dei lavoratori e delle lavoratrici “senza tempo”.
WORKING POOR N.E.E.D.S: Nuove EguaglianzE, lavoro Dignitoso, profeSsionalità
Principal Investigator
- Marina Brollo (Università degli studi di Udine)
PRIN.
2024.
Il binomio lavoro/povertà è tornato di estrema attualità nel Ventunesimo secolo, sì da imporre una nuova riflessione giuridica relativa alla perdurante centralità, nell’ordinamento italiano, del «lavoro» che costituisce il fondamento dell’ordine politico e il titolo della legittimazione civile e politica in quanto strumento dell’emancipazione individuale e sociale della persona. La ricerca, di stampo marcatamente giuridico ma attenta alle ricadute economiche del fenomeno, alla luce della normativa nazionale, dell’UE e internazionale e della contrattazione collettiva, si propone di analizzare il fenomeno dei WORKING POOR, definire la nozione di DECENT WORK, studiare le politiche e gli strumenti di contrasto al lavoro povero per realizzare un livello di REDDITO ADEGUATO, tra cui spicca la PROFESSIONALITA’, con il suo corredo di precipitato formativo e informativo, leva essenziale per una dignitosa sopravvivenza dei lavoratori nella quarta rivoluzione industriale, antidoto alla in-work poverty e alle nuove forme di asservimento dei working poor alle macchine e alle piattaforme digitali. Considerare la professionalità come bisogno sociale, forma di riscatto dalla povertà e strumento di occupabilità implica anche un’indagine sul suo ruolo all’interno nel contratto di lavoro subordinato e autonomo, sul riparto di competenze tra Stato e Regioni in tema di istruzione e formazione professionale, nonché sul ruolo degli enti di formazione, in primis dell’Università, con riguardo sia alla formazione universitaria sia a quella permanente, affrontando anche il profilo della formazione dei formatori in grado di impartire saperi utili per il mercato. SCOPI finali della ricerca sono: incrementare la conoscenza in ambito giuridico di una materia che è stata studiata prevalentemente adottando un approccio economico, statistico e sociologico; ipotizzare soluzioni e progettualità che possano costituire un punto di riferimento per gli attori politici e sociali.
YES - Youth Employment Strategy
Principal Investigator
- Carmela Garofalo (Università degli studi di Bari “Aldo Moro”)
PRIN.
2026.
Di fronte al dilagare della disoccupazione della popolazione nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni, aggravata dalla pandemia da Covid-19, si rende indifferibile una strategia interistituzionale al fine di accrescere l’occupabilità di questi soggetti onde renderli appetibili dal mercato del lavoro.
La ricerca si propone di effettuare un’indagine sugli strumenti predisposti dal legislatore nazionale e regionale (con un focus sulle regioni Puglia e Sicilia), onde verificare se gli stessi sono in linea con le politiche adottate dall’Unione europea, per favore l’acquisizione da parte dei giovani di competenze utili al loro inserimento nel mercato del lavoro e per agevolarne la permanenza. È necessario verificare da un lato la loro idoneità, in termini di efficacia e di effettività, a realizzare una strategia (italiana) per l’occupazione giovanile che punti alla creazione di lavoro di qualità e, dall’altro lato, individuarne le criticità per indirizzare proficuamente le riforme finanziate dal PNRR e suggerire al decisore politico nazionale soluzioni più idonee.